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IMPRESTITI


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494, Legge 108/26, 108/26, leasing, cessione 5 stipendio, cessione 1/5 dello stipendio, prestiti a protestati, finanziamenti a protestati, prestiti a pignorati, finanziamenti a pignorati, 154/92, legge 154/92, 180/50, dipendente, dipendenti, prestiti a dipendenti, copertura rischio finanziamento, copertura rischi, cambiale, rata prestito, rata finanziamento, rate prestito, rate finanziamento, soldi, euro, lire, capitale, capitale finanziato, finanziata, contratto, credito, debito, prestito con delega, prestiti con delega, finanziamento con delega, deleghe, dilazione, dilazioni, estinzione prestito, estinzione prestiti, estinzione, euribor, fideiussione, interessi zero, interessi agevolati, ipoteca, liquidità, mutuo prima casa, mutuo ristrutturazione, prezzo, prime rate, procura, garante, garanti, garanzia, rid, reddito, rendita, tasso d’interesse fisso, tasso d’interesse variabile, trasparenza bancaria, lavoro dipendente, tassi d’interessi.


Sarebbe cosa oziosa il ricercare quali fossero i più antichi debiti e imprestiti fatti dal Comune di Lucca, de' quali rimanga memoria nei documenti. A questo facile e pericoloso rimedio, tanto gli antichi quanto i moderni reggitori hanno fatto ricorso ogni volta che l'entrata è stata superata dalla spesa. Anzi le nostre repubbliche, governate da mercanti e da prestatori, conobbero ogni qualità di debiti, cioè i volontari, ed i forzati ch'ebbero per lo più nome di Prestanze e si imposero a ragione d'estimo di imprestiti e di possesso; quelli redimibili a scadenze fisse; altri a scadenza incerta e volontaria per parte del Governo; ora senza speciale garanzia, ora assicurati particolarmente sopra qualche pubblica rendita; ora con interesse fisso, altre volte con interesse eventuale da ricavarsi dal fruttato di certe regalìe, alla cui amministrazione partecipava la massa de' creditori mediante rappresentanti. Così i creditori usarono di trasmettere in altre persone il credito, o per vendita o per altro contratto; e se non è ricordo che in Lucca si facesse quello che i fiorentini antichi dissero incantare il Monte, e che i moderni chiamano giuoco di borsa, non è però inverosimile che tale malizia si praticasse anche fra noi. Ma ciò che può dirsi a gloria del Comune di Lucca, che per tanto tempo fu principe ed assoluto, ed ebbe a sostenere tante e sì dure vicende, è che mai venne meno alla pubblica fede e che i patti osservò sempre con di imprestiti rigore, onde niuno mai fu defraudato né de' frutti né del capitale fidatogli.
Le principali vicende degli imprestiti lucchesi si accenneranno coll'enunciare i libri che ne rimangono.
N.°1. Libro delle Ragioni del prestito di 40 mila fiorini d'oro, contratto nel 1329 da Gherardino Spinola, o per meglio dire dal Comune di Lucca, con quattro mercanti genovesi, a fine di liberare il territorio dai mercenari tedeschi.
N.i 2-8.-Nel tempo della signoria pisana gli imprestiti di Lucca, per aver modo a pagare delle somme che si richiedevano dai poco discreti padroni a brevissime scadenze, dovette ricorrere al sistema delle Prestanze forzate sopra un piccol numero di cittadini ricchi, da rifondersi poi sopra il frutto di talune gabelle. Queste Prestanze furono assai frequenti, ma ne rimangono solamente pochi registri sotto questi numeri.
N.° 9. gli imprestiti di Lucca in occasione di francarsi dalla signoria di Pisa, ebbe a contrarre molti debiti con cittadini e con forestieri, a patti e condizioni diverse, e provvedere quindi alle restituzioni di mano in mano, con mezzi di compenso, come accadde per i debiti che oggi si dicono fluttuanti. Di questi fu il piccolo imprestito de' fiorini 1200, del Novembre 1369, di cui rimangono due registri sotto il n.° 9. Di altri libri d'imprestiti anteriori al 1371 si ha memoria nei documenti, ma non furono conservati.
N.i 10-20. Questi debiti erano stati ordinariamente guarentiti mediante cessioni parziali od oppignorazioni di gabelle, il che recava grandissimo danno alla pubblica azienda, la quale con ciò aveva oramai impacciati quasi tutti i suoi proventi. A tanto disordine provvide però il Consiglio Generale, quando il 24 Gennaio 1371 decretava che tutti i debiti, fatti dal 1 Settembre 1368, si riunissero in uno solo, col frutto del 10 per cento, liberando le diverse entrate del Comune da ogni singola garanzia, ed assegnando invece per sicurtà de' creditori, sì per il capitale come per gl'interessi, l'entrata della Dovana del Sale. A questa sicurtà si volle dare la più solenne sanzione con altro decreto del 28 dello stesso mese, dove fu ordinato che in futuro né al Comune di Lucca né a qualsiasi altro Consiglio fosse conceduto di metter mano nel provento del Sale, mutandone gli statuti o volgendone il guadagno a qualsiasi altra necessità; ma questo rimanesse intatto e colle leggi attuali, per i pagamenti dell'interesse, e per la restituzione del capitale a tempo opportuno. Qualsiasi decreto in contrario sia nullo; gli imprestiti di Lucca resti condannato in 4000 fiorini d'oro e più, se toccherà il denaro della Dovana, e la pena cada a vantaggio della Chiesa di Roma. Il Podestà sia obbligato a condannare il Gonfaloniere e gli Anziani che lasciassero consigliare in tal senso, ed anche i consultori ed aringatori, in fiorini 200. Il Podestà si opponga in Consiglio che su ciò si consulti e si voti; e mancando anch'egli, sia condannato nel suo sindacato in 500 di quelle monete. Di tutto questo si debba dai Magistrati anzidetti e dal Podestà prestare un giuramento particolare; ne sia fatta scrittura nel libro degli Statuti del Comune; e ciò si osservi, finché i creditori non sieno pagati ed il debito estinto. In altro amplissimo decreto del 16 Marzo, sempre dello stesso anno 1371, il quale non si trova nei registri del Consiglio, ma negli Statuti della Dovana.


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