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PRESTITI

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6 finanziamenti
4 cessione quinto stipendio
La normativa stabilisce che è sempre possibile estinguere
il prestito anticipatamente rispetto al termine concordato, restituendo
l’importo convenuto con alcune maggiorazioni del prestito
o prestiti personali anche per la cessione quinto stipendio. L’istituto
richiederà il versamento del capitale residuo, degli interessi
e degli altri oneri maturati fino a quel momento e , se previsto
nel contratto (cosa che normalmente accade), di un compenso comunque
non superiore all’1% del capitale residuo della cessione quinto
stipendio. Qualora il contratto non specifichi qual è l’importo
del capitale residuo prestiti ciascuna rata di rimborso, si deve
intendere come capitale residuo la somma del valore attuale di tutte
le rate non ancora scadute alla data dell’adempimento anticipato
(calcolata mediante una formula standard definita dal Prestiti del
Tesoro con un decreto del 1992). Il tasso di interesse da utilizzare
nel calcolo è invece quello in vigore al momento dell’adempimento
anticipato.
I finanziamenti son a se stanti come la cessione quinto stipendio.
La prestiti delle richieste da parte degli istituti specializzati
nel credito ai consumatori segue delle linee guida piuttosto standardizzate
e valide in generale per tutti i prodotti e per i prestiti personali.
Ciò che differenzia un prestito dall’altro non è
tanto la prestiti e la tecnica di prestiti, quanto le politiche
di credito seguite ed i parametri utilizzati. Più semplicemente,
ciò che varia è il livello di rischio che un prestito
è disposto ad affrontare: ciò fa sì che un
cliente giudicato troppo rischioso da un istituto finanziario possa
essere invece accettato da un’altro (che praticherà
magari condizioni meno favorevoli, ma consentirà comunque
al richiedente di avere accesso al mercato legale del credito).
Il processo di prestiti e accettazione prevede l’elaborazione,
con l’ausilio di sistemi informatici e modelli statistici,
di una serie di dati ai quali viene assegnato un punteggio determinato
in base ai criteri di selezione dell’ente finanziatore e al
livello di rischio che quest’ultimo intende assumersi; l’insieme
dei punteggi dà origine ad un indicatore sintetico (in inglese
score) che esprime la probabilità che il prestito richiedente
si riveli insolvente: questo è in sintesi il principio del
credit scoring.
Ma quali sono i dati analizzati dalla procedura? Li possiamo distinguere
in tre insiemi:
1. dati personali del cliente (anagrafici, reddito, professione,
ecc.) per i prestiti agevolati, elaborati con tecniche statistiche
che considerano le precedenti esperienze dell’istituto con
diverse tipologie di consumatori. Lo scopo di questi prestiti è
quello di cercare di prevedere il comportamento futuro del consumatore
nel ripagare un eventuale debito anche per i finanziamenti;
2. dati ricavati da banche per prestiti personali dati con le quali
la procedura è collegata in automatico: protesti, fallimenti,
controlli delle utenze, ecc.;
3. dati relativi al comportamento creditizio del richiedente di
prestiti personali ricavati da alcune Centrali Rischi che registrano,
per tutto il sistema bancario e finanziario, i debiti pregressi
e in corso dei nominativi censiti (si tratta del cosiddetto credit
bureau, di cui parleremo in dettaglio nel prossimo paragrafo).
La considerazione congiunta di questi fattori dà luogo ad
un punteggio (o score) finale, sulla base del quale l’istituto
decide se concedere o meno il prestito o il finanziamento. In realtà,
il processo di prestiti non è esclusivamente demandato alla
procedura automatica, ma in alcuni casi interviene anche la società
di prestiti dell’analista esperto.
Può accadere, quindi, che un analista decida di integrare
il risultato della prestiti della procedura con dei controlli supplementari,
oppure ritenga opportuno contattare telefonicamente il richiedente
per fargli qualche domanda aggiuntiva (ciò può accadere,
per esempio, nel caso dei prestiti personali) per il finanziamento.
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