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RATEI
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I RATEI E I RISCONTI: DEFINIZIONE DEGLI STESSI ED ENUNCIAZIONE DEI
PRINCIPI CONTABILI PER LA LORO VALUTAZIONE E RAPPRESENTAZIONE IN
BILANCIO
Premessa
Dopo aver considerato la dottrina ragioneristica e la prassi internazionale
e tenuto conto del Documento n. 11 relativo a Bilancio d'esercizio
- finalità e postulati, vengono enunciati i principi contabili
indicati nei successivi paragrafi, ritenuti corretti ed atti a rilevare,
valutare e rappresentare i ratei e i risconti attivi e passivi nel
bilancio d'esercizio di imprese mercantili, industriali e di servizi,
in un sistema contabile tradizionale a valori storici, nonché
atti all'interpretazione e all'integrazione delle norme di Legge
in materia.
Definizione e caratteristiche
I ratei e risconti nelle imprese mercantili, industriali e di servizi,
utilizzati per trasformare i valori di conto in valori di bilancio,
ineriscono a quote di costi o di proventi comuni a due o più
esercizi.
In particolare, i ratei attivi e passivi rappresentano crediti e
debiti in moneta. Essi misurano, rispettivamente, quote di proventi
o di costi la cui integrale liquidazione avverrà in un successivo
esercizio, ma di competenza, per la parte da essi misurata, dell'esercizio
a cui si riferisce il bilancio.
I risconti attivi esprimono quote di costi rilevati integralmente
nell'esercizio in corso od in precedenti esercizi e rappresentano
la quota parte rinviata ad uno o più esercizi successivi.
I risconti passivi esprimono quote di proventi rilevati integralmente
nell'esercizio in corso od in precedenti esercizi e rappresentano
la quota parte rinviata ad uno o più esercizi successivi.
Rilevazione e classificazione
La rilevazione dei ratei attivi e passivi costituisce una tipica
scrittura di integrazione da redigere alla fine dell'esercizio nell'ambito
di quelle di assestamento, che consentono di trasformare i valori
di conto in valori di bilancio. La loro contropartita contabile
è costituita, rispettivamente, dalla quota di proventi o
di oneri da imputare al conto economico, sulla base del principio
della competenza dell'esercizio in chiusura, purché ricorrano
le condizioni dì cui all'ultimo periodo del quinto comma
dell'art.2424 bis CC La rilevazione dei risconti attivi e passivi
avviene nell'ambito delle c.d. scritture di rettifica, anch' esse
da redigere alla fine dell'esercizio. Essi hanno quale contropartita
le voci dei correlati oneri o proventi già contabilizzati,
la cui quota parte dovrà essere stornata e rinviata al successivo
(od ai successivi) esercizi, nel rispetto della competenza economica,
purché ricorrano le condizioni del citato ultimo periodo
dell'art. 2424bis CC
La rettifica così attuata produce la diretta riduzione dell'onere
o del provento originariamente rilevato per modo che, nel conto
economico, emerga la sola entità di competenza dell'esercizio.
Sul piano della metodologia, si ritiene che questa sia la forma
corretta di contabilizzazione.
I disaggi e gli aggi sui prestiti costituiscono costi o proventi
finanziari anticipati, da collocare rispettivamente nelle voci D)
dell'attivo (disaggio, risconto attivo) ed E) del passivo (aggio,
risconto passivo) al netto delle quote di competenza imputate negli
esercizi precedenti ed in quello al quale si riferisce il bilancio.
Il Codice Civile prevede all'. art 2426, comma 1, numero 7che «il
disaggio sui prestiti deve essere SUO.
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