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CESSIONE DI UN QUINTO DELLO STIPENDIO - CESSIONE 5° STIPENDIO
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variabile, trasparenza bancaria, lavoro dipendente, tassi d’interessi.
Chi può ottenere la cessione del quinto
Condizione essenziale per poter ottenere la cessione del quinto
dello stipendio è la stabilità del posto di lavoro
e aver maturato almeno 1 anno di servizio, purché di ruolo.
Certamente con un solo anno di lavoro non si potrà ottenere
una cessione di 5 anni ma soltanto di 2 o 3 anni. Ovviamente sono
escluse le nomine trimestrali anche se rinnovabili tacitamente e
comunque tutti i contratti a scadenza. Il richiedente deve essere
assunto in una posizione di ruolo.
Per i dipendenti di aziende private occorre specificare che si può
concedere un prestito il cui importo lordo non superi l’indennità
di licenziamento già maturata, moltiplicandola per tre.
Facciamo un esempio: se un dipendente di una azienda privata ha
maturato Lire 5.000.000 di indennità di licenziamento o trattamento
di fine rapporto, potrà ottenere un prestito lordo pari al
massimo a Lire 15.000.000. Precisiamo che l’importo lordo
è quello che il dipendente paga alla fine del piano di ammortamento
cioè dopo la sessantesima rata se il mutuo è quinquennale.
Possono ottenere un prestito mediante la cessione del quinto
dello stipendio i dipendenti statali, parastatali, degli enti
locali ed assimilate e delle aziende private.
Dipendenti di enti pubblici e assimilati:
Dipendenti statali, parastatali, degli enti locali e delle aziende
private: amministrazioni regionali, provinciali, comunali, ospedalieri,
camere di commercio, aziende municipalizzate (gas, acqua, nettezza
urbana), enti comunali di assistenza, aziende elettriche, tranvie,
Telecom, Inps, linee autobus, Italcable, Ferrovie dello Stato
Spa, Ente poste, Enel, Opere pie e di beneficenza, Società
gestioni, Esattorie comunali, Banche ed Istituti di credito, Case
di cura, Istituti di vigilanza, Università agrarie e parastatali,
autofilotranviarie, funicolari, società di navigazione,
società di navigazione laghi e lagune, Rai/tv, Agip, dipendenti
di aziende private, preferibilmente Spa e Srl.
I dipendenti parastatali e degli enti locali possono contrarre
la cessione del quinto dello stipendio anche con il Ministero
del Tesoro ad un tasso vantaggioso. Esistono però limitazioni
e lungaggini burocratiche tali da scoraggiare la richiesta di
cessione del quinto dello stipendio agli istituti di previdenza
statali.
In particolare occorre aver maturato 5 anni di servizio, occorre
documentare la motivazione della richiesta, presentare le fatture
già quietanziate per le spese effettuate. Inoltre soltanto
alcune motivazioni tipo malattia o primo alloggio sono valide
per ottenere il finanziamento della cessione del V dello stipendio
dal Ministero e, dulcis in fondo, avere la pazienza di aspettare
qualche mese.
Dipendenti di aziende private
In generale dobbiamo dire che debbono essere prese in considerazione
le ditte sane, notoriamente senza problemi di cassa integrazione
e che abbiano almeno 20 - 30 dipendenti. E’ preferibile
che siano società di capitali Spa - Srl.
Cogliamo l’occasione per ricordare che i dipendenti di aziende
private possono contrarre la cessione di un capitale lordo pari
a 3 volte l’indennità di licenziamento maturata.
Riguardo alle aziende private è giusto informare che non
tutte sono disposte ad effettuare le trattenute mensili per la
cessione del quinto dello stipendio; in questo caso non si potrà
fare riferimento a nessun obbligo in quanto la legge per i dipendenti
privati viene applicata per analogia non esistendo una normativa
specifica. Per esperienza diciamo che sono poche le aziende che
non consentono ai propri dipendenti di contrarre questi prestiti
( ovvero la cessione del quinto dello stipendio) e più
che altro si tratta di piccole ditte di scarsa importanza e comunque
con un numero contenuto di dipendenti.
COS'E' LA CESSIONE DEL 5° DELLO STIPENDIO
I dipendenti Statali, Parastatali, degli Enti Locali e delle grandi
Aziende, titolari di uno stipendio fisso e continuativo, hanno
la possibilità di ottenere un finanziamento la cui restituzione
si effettua con trattenuta diretta sulla retribuzione. Tale trattenuta
non può, per legge, superare la 5^ parte degli emolumenti
mensili.
Da qui la denominazione "Cessione del Quinto dello Stipendio".
Lo Stato è intervenuto con il DPR 180 del 5/1/50 e con
il successivo regolamento di attuazione DPR 895 del 28/7/50 per
disciplinare la materia della cessione del quinto dello stipendio.
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