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CESSIONE DI UN QUINTO DELLO STIPENDIO - CESSIONE 5° STIPENDIO


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494, Legge 108/26, 108/26, leasing, cessione 5 stipendio, cessione 1/5 dello stipendio, prestiti a protestati, finanziamenti a protestati, prestiti a pignorati, finanziamenti a pignorati, 154/92, legge 154/92, 180/50, dipendente, dipendenti, prestiti a dipendenti, copertura rischio finanziamento, copertura rischi, cambiale, rata prestito, rata finanziamento, rate prestito, rate finanziamento, soldi, euro, lire, capitale, capitale finanziato, finanziata, contratto, credito, debito, prestito con delega, prestiti con delega, finanziamento con delega, deleghe, dilazione, dilazioni, estinzione prestito, estinzione prestiti, estinzione, euribor, fideiussione, interessi zero, interessi agevolati, ipoteca, liquidità, mutuo prima casa, mutuo ristrutturazione, prezzo, prime rate, procura, garante, garanti, garanzia, rid, reddito, rendita, tasso d’interesse fisso, tasso d’interesse variabile, trasparenza bancaria, lavoro dipendente, tassi d’interessi.



Chi può ottenere la cessione del quinto
Condizione essenziale per poter ottenere la cessione del quinto dello stipendio è la stabilità del posto di lavoro e aver maturato almeno 1 anno di servizio, purché di ruolo. Certamente con un solo anno di lavoro non si potrà ottenere una cessione di 5 anni ma soltanto di 2 o 3 anni. Ovviamente sono escluse le nomine trimestrali anche se rinnovabili tacitamente e comunque tutti i contratti a scadenza. Il richiedente deve essere assunto in una posizione di ruolo.
Per i dipendenti di aziende private occorre specificare che si può concedere un prestito il cui importo lordo non superi l’indennità di licenziamento già maturata, moltiplicandola per tre.
Facciamo un esempio: se un dipendente di una azienda privata ha maturato Lire 5.000.000 di indennità di licenziamento o trattamento di fine rapporto, potrà ottenere un prestito lordo pari al massimo a Lire 15.000.000. Precisiamo che l’importo lordo è quello che il dipendente paga alla fine del piano di ammortamento cioè dopo la sessantesima rata se il mutuo è quinquennale.

Possono ottenere un prestito mediante la cessione del quinto dello stipendio i dipendenti statali, parastatali, degli enti locali ed assimilate e delle aziende private.

Dipendenti di enti pubblici e assimilati:
Dipendenti statali, parastatali, degli enti locali e delle aziende private: amministrazioni regionali, provinciali, comunali, ospedalieri, camere di commercio, aziende municipalizzate (gas, acqua, nettezza urbana), enti comunali di assistenza, aziende elettriche, tranvie, Telecom, Inps, linee autobus, Italcable, Ferrovie dello Stato Spa, Ente poste, Enel, Opere pie e di beneficenza, Società gestioni, Esattorie comunali, Banche ed Istituti di credito, Case di cura, Istituti di vigilanza, Università agrarie e parastatali, autofilotranviarie, funicolari, società di navigazione, società di navigazione laghi e lagune, Rai/tv, Agip, dipendenti di aziende private, preferibilmente Spa e Srl.
I dipendenti parastatali e degli enti locali possono contrarre la cessione del quinto dello stipendio anche con il Ministero del Tesoro ad un tasso vantaggioso. Esistono però limitazioni e lungaggini burocratiche tali da scoraggiare la richiesta di cessione del quinto dello stipendio agli istituti di previdenza statali.
In particolare occorre aver maturato 5 anni di servizio, occorre documentare la motivazione della richiesta, presentare le fatture già quietanziate per le spese effettuate. Inoltre soltanto alcune motivazioni tipo malattia o primo alloggio sono valide per ottenere il finanziamento della cessione del V dello stipendio dal Ministero e, dulcis in fondo, avere la pazienza di aspettare qualche mese.

Dipendenti di aziende private
In generale dobbiamo dire che debbono essere prese in considerazione le ditte sane, notoriamente senza problemi di cassa integrazione e che abbiano almeno 20 - 30 dipendenti. E’ preferibile che siano società di capitali Spa - Srl.
Cogliamo l’occasione per ricordare che i dipendenti di aziende private possono contrarre la cessione di un capitale lordo pari a 3 volte l’indennità di licenziamento maturata.
Riguardo alle aziende private è giusto informare che non tutte sono disposte ad effettuare le trattenute mensili per la cessione del quinto dello stipendio; in questo caso non si potrà fare riferimento a nessun obbligo in quanto la legge per i dipendenti privati viene applicata per analogia non esistendo una normativa specifica. Per esperienza diciamo che sono poche le aziende che non consentono ai propri dipendenti di contrarre questi prestiti ( ovvero la cessione del quinto dello stipendio) e più che altro si tratta di piccole ditte di scarsa importanza e comunque con un numero contenuto di dipendenti.

COS'E' LA CESSIONE DEL 5° DELLO STIPENDIO
I dipendenti Statali, Parastatali, degli Enti Locali e delle grandi Aziende, titolari di uno stipendio fisso e continuativo, hanno la possibilità di ottenere un finanziamento la cui restituzione si effettua con trattenuta diretta sulla retribuzione. Tale trattenuta non può, per legge, superare la 5^ parte degli emolumenti mensili.
Da qui la denominazione "Cessione del Quinto dello Stipendio".
Lo Stato è intervenuto con il DPR 180 del 5/1/50 e con il successivo regolamento di attuazione DPR 895 del 28/7/50 per disciplinare la materia della cessione del quinto dello stipendio.


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